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Esame di stato architettura

Esame di stato architettura

La professione dell’architetto è tra quelle che necessitano dell’abilitazione per poter essere svolta. Come in altri casi, anche per i futuri architetti vi è l’obbligo di iscriversi all’albo professionale di categoria, solo dopo aver superato l’esame di stato di architettura. Come accade per altri ordini, anche l’albo degli architetti è diviso in due categorie, la sezione A e la sezione B.

La sezione A, cui si accede con un titolo di laurea magistrale, fornisce i titoli di architetto, pianificatore territoriale, paesaggista, conservatore dei beni architettonici ed ambientali. Iscrivendosi alla sezione B, dedicata a chi ha una laurea triennale, si può acquisire il titolo di architetto junior o di pianificatore junior. In entrambi i casi, per l’iscrizione all’ordine è comunque necessario aver sostenuto l’esame di stato di architettura. A ciascun titolo, inoltre, corrisponde una preparazione universitaria differente, ad esempio una laurea in classe 3/S (architettura del paesaggio) consente di accedere unicamente al titolo di paesaggista, mentre chi ha conseguito una laurea in classe LM-4 (architettura e ingegneria edile-architettura) può scegliere tra tutti i titoli afferenti alla sezione A.

Il tirocinio formativo post laurea al momento non è obbligatorio per accedere all’esame di stato, come accade in molti altri casi, anche se è in discussione la possibilità di introdurlo in futuro. Naturalmente, è possibile svolgere un periodo di praticantato per chi lo volesse; in tal caso, è consigliabile verificare presso la propria università se vi sono aziende o studi convenzionati in quanto è possibile farsi accreditare una prova pratica dell’esame in virtù del tirocinio svolto, come spiegato con chiarezza nel sito dell’Università di Ferrara.

Tutte i requisiti necessari, tra cui le tasse da pagare, sono resi pubblici nel bando di concorso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e sui siti delle facoltà di architettura, in conformità alle deliberi ministeriali. Allo stesso modo, sono resi noti i luoghi e le date si svolgimento e le caratteristiche della prova di esame, che si compone, in linea di massima, di una prova pratica che consiste nella progettazione di un’opera di edilizia civile, una prima prova scritta che descriva la progettazione della prova pratica, una seconda prova scritta basata su domande relative alla pratica dell’esercizio di architetto e una prova orale finale in cui si discutono le altre prove e vengono poste domande in materia di legislazione e deontologia professionale.

Queste prove variano a seconda del titolo per cui ci si sottopone all’esame, ad esempio, chi concorre per il titolo di pianificatore urbanistico dovrà affrontare un’unica prova scritta, oltre a quella pratica e all’orale finale, in cui sarà dovrà rispondere a domande di legislazione urbanistica.

Trattandosi di prove non semplici, è bene prepararsi con cura all’esame di stato di architettura, per farlo ci si può documentare autonomamente attraverso la consultazione di testi (in formato cartaceo oppure online) delle prove d’esame degli anni precedenti. Vi sono poi anche corsi gestiti da enti di formazione privati e dalle università stesse, come succede al Politecnico di Torino, in cui due volte all’anno si svolgono simulazioni delle prove d’esame.
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