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Esame da avvocato

Esame avvocato

Ogni neolaureato in giurisprudenza, una volta terminati gli studi, sente di essere a un passo dal realizzare il proprio sogno ed esercitare la professione per cui ha studiato. Per poter diventare avvocato a tutti gli effetti è, infatti, necessario superare il relativo esame di stato, cui si può accedere dopo aver svolto un tirocinio della durata di 18 mesi presso uno studio legale, l’ufficio legale di un ente pubblico, un ufficio giudiziario o presso l’Avvocatura dello Stato.

Svolto il praticantato, si hanno quindi tutti i requisiti per poter accedere all’esame da avvocato. Ma come è strutturato e in quali modalità si svolge? L’esame è composto da tre prove scritte e da una prova orale. Le date di svolgimento delle prove sono stabilite direttamente dal Ministero della Giustizia, che le pubblica sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, consultabile anche su internet.

Le prove scritte consistono nella redazione di un parere motivato su una questione a scelta tra due proposte in materia di codice civile, di un secondo parere in materia di codice penale, sempre basato su una scelta tra due questioni proposte. La terza prova, infine, consiste nella stesura di un atto giudiziario. In questo caso sarà il candidato a scegliere se cimentarsi in una questione di diritto civile, penale o amministrativo. La durata massima di ciascuna prova è di sette ore. Il candidato ha la possibilità di lavorare con i codici alla mano per stendere i propri pareri e l’atto giudiziario sulle questioni che gli saranno presentate.

La commissione giudicatrice dell’esame da avvocato è composta da cinque membri, ciascuno dei quali può assegnare 10 punti per ogni prova, quindi per ciascuna prova scritta si possono ottenere al massimo 50 punti, con un punteggio complessivo massimo di 150. Per accedere alla prova orale è necessario aver conseguito un punteggio di almeno 90 punti, fermo restando che in almeno due prove si abbia raggiunto un punteggio di 30: se, ad esempio, si è ottenuto 50 in una prova, 25 e 15 nelle altre due non si può accedere, poiché è richiesta la sufficienza in almeno due prove.

La prova orale consiste in un’iniziale discussione delle prove scritte e nella trattazione di questioni relative a cinque materie (di cui una necessariamente di diritto processuale, civile o penale) a scelta tra: diritto costituzionale, diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto penale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico e diritto comunitario. Infine viene richiesto al candidato di soffermarsi su una questione di carattere deontologico. La durata della parte orale dell’esame di avvocato oscilla tra i 45 e i 60 minuti.

Anche in questo caso i commissari hanno a disposizione 10 punti per ogni materia proposta nella prova orale, quindi il punteggio massimo sarà di 250; viene considerato idoneo chi ha conseguito almeno 180 punti, con un punteggio non inferiore ai 30 punti per almeno 5 prove.

Vi sono molte pubblicazioni che forniscono suggerimenti su come superare l’esame da avvocato e riportano i quesiti degli anni precedenti. In questo modo è possibile prepararsi al meglio nei mesi precedenti le prove. Sicuramente, oltre ad aver svolto in modo brillante gli studi universitari e avere solide basi teoriche, aiuta molto l’aver frequentato con partecipazione e interesse il periodo di tirocinio, che mette il neolaureato di fronte alla pratica vera e propria della professione.

Una volta pubblicati gli esiti delle prove e verificato di aver superato l’esame di avvocato, ci si può iscrivere all’ordine degli avvocati competente nella propria città. Il Consiglio Nazionale Forense ospita sul proprio sito l’elenco completo degli ordini presenti sul territorio italiano cui potersi rivolgere per informazioni e suggerimenti utili.
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