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Stage

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Se ne sente parlare molto spesso e, per chi ha terminato da poco gli studi e non ha esperienze lavorative, può essere il primo passo per entrare nel mondo del lavoro. Ma cos’è, esattamente, uno stage?

Uno stage, termine di origine francese che in italiano è traducibile con tirocinio, è una forma di collaborazione professionale in cui lo stagista deve apprendere una professione e offre i propri servizi all’azienda in cui è ospitato percependo una retribuzione più bassa di un normale stipendio. Infatti, mentre in passato gli stage potevano essere totalmente gratuiti, dal 2013 è prevista una contribuzione minima, di almeno 300 euro, una cifra comunque di molto inferiore a quella percepita per un normale stipendio. Nel caso di professioni in cui un periodo di formazione “sul campo” sia obbligatorio per ottenere l’abilitazione professionale, come nel caso degli avvocati, si parla generalmente di praticantato.

La logica che sta alla base dello stage è quindi quella della formazione. Lo stagista apprende, in maniera pratica, il mestiere per cui si è preparato alle scuole superiori o all’università; l’azienda, al contempo, usufruisce di forza lavoro a basso costo. Per questo solitamente chi affronta uno stage è un giovane neodiplomato o neolaureato che non ha ancora esperienza lavorativa.

Oltre alla prospettiva della formazione sul campo, inoltre, uno stage è anche una concreta opportunità di lavoro in quanto spesso lo stage sostituisce il classico periodo di prova e al, termine di esso, l’azienda può decidere di assumere lo stagista con forme contrattuali più solide. Lo stage, infatti, non è un vero e proprio contratto di assunzione e non prevede le tutele che vi sono nei contratti tradizionali come contributi previdenziali, ferie retribuite, congedi di maternità, indennità di malattia, ecc.

Lo stage, proprio perché rischia di incentivare forme di sfruttamento del lavoro, può avere una durata massima, normata dalle leggi vigenti. In particolare, è di 6 mesi per chi è iscritto alle liste di mobilità, per chi frequenta stage inseriti nelle attività formative post diploma, come i corsi professionali, o post laurea, come i master. In altri casi si possono raggiungere tempistiche più ampie, come 12 mesi, per chi sta frequentando un dottorato di ricerca o per i laureati da non più di un anno, o 24 mesi, per i diversamente abili. Allo stesso modo, ogni azienda può ospitare un certo numero di stagisti, definito per legge e proporzionale al numero dei dipendenti.

Per accedere a uno stage è possibile innanzitutto visionare gli annunci di lavoro presenti nei siti specializzati o presso il centro per l’impiego della propria città. Inoltre, per chi frequenta un corso post diploma o un corso post laurea, come accennato, è sempre previsto un periodo di stage, che conclude il periodo formativo in aula, garantendo una concreta esperienza lavorativa e, nel migliore dei casi, la possibilità di essere assunti a tempo determinato o indeterminato.

In genere, l’azienda presso cui si vuole svolgere lo stage, durante il colloquio conoscitivo, comunica se dopo lo stage vi è la possibilità di assunzione o se è già previsto che la collaborazione termini allo scadere del periodo di tirocinio. Anche in quest’ultimo caso, però, è bene ricordare che uno stage, soprattutto per chi non ha ancora alcuna esperienza lavorativa, è un ottimo modo di arricchire il proprio curriculum.
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